Alberto Petruzzella

Alberto Petruzzella

Presidente Associazione Bancaria Ticinese e della Fondazione Centro Studi Villa Negroni

Per le aziende di piccole o medie dimensioni (PMI), che rappresentano il 99% delle imprese svizzere, il 2020 può essere definito senza dubbio un annus horribilis. Se è vero che alcuni settori (pochi) sono riusciti a mantenere il proprio business durante la pandemia, la stragrande maggioranza degli imprenditori si è trovata improvvisamente confrontata con un calo considerevole del fatturato, con l’incertezza su come organizzare il proprio lavoro e come tutelare i propri dipendenti. Il Ticino non fa eccezione: anche nel nostro Cantone chi fa impresa ha vissuto e vive tuttora notevoli difficoltà. Fortunatamente la Confederazione, oltre all’introduzione del lavoro ridotto, con il sostegno del settore bancario ha messo in piedi un pacchetto di aiuti sotto forma di crediti che hanno permesso alle aziende di evitare una crisi di liquidità. Per dare un’idea della portata di questi aiuti, i crediti COVID-19 concessi dalle banche in Ticino al 31 luglio 2020 si attestavano a 12’110 per un totale di 1.3 miliardi di franchi. Il settore bancario ticinese ha quindi risposto presente all’appello, confermando l’importanza del legame che unisce banche e imprese.

Dopo la forte crescita registrata tra marzo e aprile, la richiesta di finanziamenti da parte delle piccole e medie imprese si è stabilizzata. L’intervento è stato provvidenziale ma ricordiamo che si tratta di crediti, non prestiti a fondo perso o sussidi: come tali, dovranno essere restituiti anche se – va precisato – a condizioni molto vantaggiose. Questo potrà portare le imprese più fragili ad avere delle difficoltà in futuro. Di riflesso, le banche si stanno attrezzando per far fronte ad un’eventuale fase di recovery dei crediti commerciali.

Il bilancio dell’operazione rimane comunque positivo: i dati ci dicono che molte aziende non hanno usato il credito, ma lo hanno richiesto a scopo cautelativo in caso la situazione peggiorasse. Questo significa che il tessuto aziendale, con qualche eccezione, è prevalentemente sano e sta reggendo bene.

Non ci aspettano tempi facili: è chiaro che la crisi sta cambiando il nostro modo di vivere e di lavorare. Gli imprenditori si stanno preparando e personalmente sono fiducioso: stringendo i denti e non arretrando di fronte ai grandi cambiamenti in atto, le aziende ticinesi riusciranno a mantenere saldo il timone e superare la tempesta.

Alberto Petruzzella

Nato il 17 novembre 1967, laureato in diritto all’Università di Losanna nel 1991, lavora 7 anni per UBS e 18 per Credit Suisse, dove è stato responsabile prima della clientela commerciale e poi del private banking per la Svizzera italiana. Negli ultimi 10 anni della sua carriera bancaria, è stato a capo della regione Ticino di Credit Suisse. Attualmente è presidente della Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana, membro del Consiglio dell’Università della Svizzera italiana nonché membro del Consiglio d’amministrazione di Cornèr Banca.

Dal 7 giugno 2017 è presidente dell’Associazione Bancaria Ticinese e della Fondazione Centro Studi Villa Negroni.

 

 

Il contributo è apparso nella rivista nr. 12 – NUMERO ORO – pubblicazione novembre 2020

 

 

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