Bellinzonese: economia diversificata in via di sviluppo

Lo sviluppo dell’economia ticinese nell’ultimo decennio è stato molto interessante e di segno globalmente positivo, al di là delle difficoltà contingenti di taluni settori.

Il tessuto economico diversificato ha permesso di compensare ad esempio l’innegabile flessione subita dal commercio al dettaglio, come ben noto purtroppo anche nella regione del Bellinzonese e nella Capitale in particolare.

Da un punto di vista generale, è tuttavia importante sottolineare che anche il Bellinzonese, sebbene con ritmi differenti rispetto al Luganese e al Mendrisiotto, ha conosciuto un’evoluzione importante dal punto di vista economico, non solo nel settore immobiliare, che è sotto gli occhi di tutti, ma anche in altri ambiti come le telecomunicazioni, le tecnologie dell’informazione e la ricerca e sviluppo.

La presenza di grandi aziende e di centri di ricerca di fama mondiale spiegano con evidenza questa tendenza che va comunque a beneficio di tutto il territorio regionale e cantonale.

Il Bellinzonese si è quindi un po’ staccato dalla definizione, certo non infamante ma comunque un po’ ingenerosa, di “città dell’amministrazione cantonale”, per fare spazio a realtà economiche di segno diverso. La sanità e il settore edile, unitamente all’amministrazione pubblica, rappresentano sempre settori importanti della regione, ma, come detto, sono affiancati ormai da diverse altre realtà che hanno permesso alla regione di crescere costantemente, tanto da avvicinarsi ai valori fatti registrare dal Luganese e dal Mendrisiotto in termini di forza economica.

La crisi finanziaria che ha toccato pesantemente il Luganese, non ha invece avuto effetti particolarmente negativi sull’agglomerato di Bellinzona, che ha potuto svilupparsi in maniera più regolare. Le prospettive di crescita per la regione sono invece, attualmente, di segno leggermente inferiore rispetto agli altri agglomerati ticinesi, verosimilmente perché in taluni ambiti è stata raggiunta una certa saturazione. Anche se va detto che l’“effetto-Alptransit” (infrastruttura che dovrebbe venir inaugurata l’anno prossimo) potrebbe modificare sostanzialmente tali previsioni. Non è infatti da escludere che la migliore raggiungibilità del nostro territorio grazie ai miglioramenti della rete ferroviaria, possa portare a ulteriori insediamenti aziendali proprio nella regione di Bellinzona, creando una dinamica di evoluzione economica più veloce di quella ipotizzabile allo stato attuale.

Luca Albertoni

Direttore Cc-Ti

Bellinzonese: economia diversificata in via di sviluppo

Lo sviluppo dell’economia ticinese nell’ultimo decennio è stato molto interessante e di segno globalmente positivo, al di là delle difficoltà contingenti di taluni settori.

Il tessuto economico diversificato ha permesso di compensare ad esempio l’innegabile flessione subita dal commercio al dettaglio, come ben noto purtroppo anche nella regione del Bellinzonese e nella Capitale in particolare.

Da un punto di vista generale, è tuttavia importante sottolineare che anche il Bellinzonese, sebbene con ritmi differenti rispetto al Luganese e al Mendrisiotto, ha conosciuto un’evoluzione importante dal punto di vista economico, non solo nel settore immobiliare, che è sotto gli occhi di tutti, ma anche in altri ambiti come le telecomunicazioni, le tecnologie dell’informazione e la ricerca e sviluppo.

La presenza di grandi aziende e di centri di ricerca di fama mondiale spiegano con evidenza questa tendenza che va comunque a beneficio di tutto il territorio regionale e cantonale.

Il Bellinzonese si è quindi un po’ staccato dalla definizione, certo non infamante ma comunque un po’ ingenerosa, di “città dell’amministrazione cantonale”, per fare spazio a realtà economiche di segno diverso. La sanità e il settore edile, unitamente all’amministrazione pubblica, rappresentano sempre settori importanti della regione, ma, come detto, sono affiancati ormai da diverse altre realtà che hanno permesso alla regione di crescere costantemente, tanto da avvicinarsi ai valori fatti registrare dal Luganese e dal Mendrisiotto in termini di forza economica.

La crisi finanziaria che ha toccato pesantemente il Luganese, non ha invece avuto effetti particolarmente negativi sull’agglomerato di Bellinzona, che ha potuto svilupparsi in maniera più regolare. Le prospettive di crescita per la regione sono invece, attualmente, di segno leggermente inferiore rispetto agli altri agglomerati ticinesi, verosimilmente perché in taluni ambiti è stata raggiunta una certa saturazione. Anche se va detto che l’“effetto-Alptransit” (infrastruttura che dovrebbe venir inaugurata l’anno prossimo) potrebbe modificare sostanzialmente tali previsioni. Non è infatti da escludere che la migliore raggiungibilità del nostro territorio grazie ai miglioramenti della rete ferroviaria, possa portare a ulteriori insediamenti aziendali proprio nella regione di Bellinzona, creando una dinamica di evoluzione economica più veloce di quella ipotizzabile allo stato attuale.

Luca Albertoni

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