Andrea Gehri

Andrea Gehri

Direttore di Gehri Rivestimenti SA e Presidente Cc-TI dal 2021

Presidente, assume la carica di presidente della Camera di Commercio dell’industria e dell’artigianato del Canton Ticino (Cc-TI) in un momento storico e delicato. Quanto la affascina questa sfida? È più l’entusiasmo o la preoccupazione verso un futuro non del tutto chiaro?

Si tratta indubbiamente di un incarico che mi onora e allo stesso tempo affronto con estrema motivazione, con spirito interessato e con grande umiltà. Mi piace poter pensare che il ruolo di Presidente della Cc-TI e dei servizi da parte di un artigiano sia da interpretare quale incarico che rappresenta le PMI, ossia le aziende di piccola e media dimensione che costituiscono la spina dorsale dell’economia cantonale e federale.

L’entusiasmo per poter assumere un tale incarico di prestigio non è da meno, tuttavia la situazione particolare che stiamo vivendo a causa del Covid-19 richiederà all’economia sacrifici e molta creatività per superare questo difficile momento. Saranno necessarie misure di sostegno per permettere, prima di superare questo particolare momento storico salvaguardando il tessuto economico, in seguito poi misure atte a rilanciare l’economia per evitare danni persistenti.

Le PMI soffrono e provano a restare a galla. Qual è a suo avviso la ricetta per superare questo difficile momento?

Le PMI hanno dato prova di grande capacità e di notevole spirito di sacrificio nell’affrontare la prima ondata della pandemia, uscendo comunque con rinnovato ottimismo dalla primavera scorsa. Hanno potuto riprendere le varie attività e hanno trascorso un periodo estivo positivo mostrando una buona reazione alle difficoltà. Ora, considerato che affronteremo il periodo autunnale e invernale accompagnati dalla seconda ondata pandemica, saranno necessarie misure atte a sostenere il tessuto economico attraverso interventi pubblici affinché le aziende possano salvaguardare i posti di lavoro e il loro know how. Penso in particolare alla reintroduzione della misura che permetta alle ditte di far capo all’assicurazione per lavoro ridotto e, in certi settori economici, anche a finanziamenti a fondo perso per evitare che siano costrette a chiudere i battenti.

Un onore per lei rivestire il ruolo di presidente della Cc-TI. Cosa comporta la sua mansione e quali i suoi obiettivi per i prossimi anni?

Innanzitutto premetto che il ruolo di Presidente verrà esercitato a partire dal 1° gennaio 2021 e, contestualmente al periodo di transizione fino a tale termine, mi vedrà impegnato a conoscere meglio la varietà dei settori economici rappresentati dalla Cc-TI. Obiettivi a medio-lungo termine è per ora difficile avanzarne, se non affrontare la quotidianità e cercare di proporre soluzioni pragmatiche e sostenibili a sostegno di una realtà economica cantonale ricca di varietà e peculiarità. In prospettiva vedo sicuramente la Cc-TI impegnata a favorire soluzioni che possano permettere di istituire condizioni quadro interessanti per le imprese, più attrattive e meno burocratizzate. Abbiamo sicuramente la necessità di riportare il Canton Ticino in una condizione di competitività che possa favorire l’insediamento di aziende, oltre che di imprenditori e che possa trattenere da possibili delocalizzazioni importanti contribuenti.

Il Ticino si è dimostrato unito e solidale. Lei come descriverebbe la situazione attuale nel nostro Cantone? Dove intravede le principali difficoltà?

Nella difficoltà del momento si è potuto dimostrare che il tessuto economico cantonale è di ottima qualità e tutto il Cantone ha dato dimostrazione di grande spirito di sacrificio, di unità e di volontà per superare questo infelice momento storico.

Aziende, unitamente a tutte le maestranze, hanno dato prova di estrema solidarietà, cercando e trovando soluzioni per affrontare i problemi che si sono posti durante un 2020 che, certamente, ricorderemo come uno dei peggiori anni del dopoguerra. Abbiamo il dovere di credere nel futuro, in particolare lo dobbiamo alle future generazioni che hanno il diritto di ricevere prospettive e non solo problemi da risolvere. Un tema sul quale dovremo sicuramente chinarci è proprio quello indirizzato verso i giovani che, più di altri vedo in difficoltà nella ricerca di posti di lavoro e di prospettive per il futuro. Non possiamo permetterci di ignorare le difficoltà a cui è confrontata la generazione attuale dei ventenni, ma dobbiamo assolutamente trovare soluzioni affinché possano crescere le loro speranze e ambizioni.

In vista dell’anno nuovo c’è un augurio particolare che vuole rivolgere alle imprese locali?

L’augurio che formulo a tutti gli imprenditori e conseguentemente alle aziende è quello di resistere e salvaguardare il proprio know-how costruito in anni, decenni di paziente e duro lavoro per affrontare un futuro che, superate le difficoltà del momento, potrà proporci nuove opportunità. La salvaguardia delle risorse umane e delle proprie infrastrutture aziendali risulteranno fondamentali per poter ripartire con rinnovato ottimismo e superare questo difficile momento. Fiducia, creatività e innovazione saranno pilastri sui quali costruire anche in futuro.

 

 

Il contributo è apparso nella rivista nr. 12 – NUMERO ORO – pubblicazione novembre 2020

 

 

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