Ignazio Cassis

Ignazio Cassis

Consigliere Federale, Capo del Dipartimento federale degli affari esteri DFAE e medico.

Ringraziamo l’Onorevole Consigliere federale Ignazio Cassis per averci dato la disponibilità a questa intervista per il “numero oro” di INFO pmi. Pur essendo oramai da qualche tempo in carica quale Consigliere federale, a capo del Dipartimento degli Affari Esteri, il Dr. Ignazio Cassis è ticinese e non solo molto legato alle sue radici, bensì ben conscio delle realtà del nostro territorio.

Onorevole Cassis, recentemente è stata inaugurata la galleria di base del Ceneri, che entrerà in funzione durante il mese di dicembre 2020. Quali effetti potrà avere, secondo lei, questo nuovo collegamento ferroviario per le PMI ticinesi?

L’apertura di questa nuova galleria rappresenta un passo concreto verso nuove opportunità. L’asse Genova-Rotterdam si sviluppa ulteriormente e i tempi di percorrenza diminuiscono. Ciò ci avvicina a due poli essenziali per l’economia ticinese: Zurigo e Milano. Il territorio cantonale ne trae grande beneficio, proseguendo la sua trasformazione da zona periferica a regione di importante sviluppo.

Per quanto riguarda l’ultimazione dei lavori ed i collegamenti Alptransit, la Svizzera deve contare sulla diligenza di Germania e Italia: secondo lei vale la pena che la Confederazione faccia pressione su di loro per completare l’opera?

Il completamento a nord e sud di Alptransit è nell’interesse della Svizzera come dell’intera Europa.

Per questo motivo proseguiamo la collaborazione sia con l’Italia che con la Germania per garantire lo svolgimento dei lavori. Siamo pronti anche a considerare soluzioni comuni.

La collega Simonetta Sommaruga, ministro dei trasporti, ha ricordato al suo omologo tedesco, proprio in occasione dell’apertura del Ceneri, le aspettative svizzere in merito al proseguimento della tratta a nord di Basilea. Ha toccato questo tema anche nel suo recente incontro a Roma con il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Quale significato assume l’esito della votazione del 27.09.2020 prettamente per il Ticino e le sue PMI?

L’economia svizzera è fra le più dinamiche al mondo ed è orientata all’esportazione. Ben un franco su due che abbiamo in tasca deriva dalle esportazioni. Il mercato dell’Unione europea, forte di 500 milioni di consumatori, è il nostro principale luogo di vendita. Gli scambi commerciali con il Nord Italia sono pari a quelli che abbiamo con tutta l’India. Una serie di contratti, chiamati “via bilaterale”, ci consente di accedere a questo mercato quasi senza ostacoli. Il 27 settembre il popolo svizzero ha confermato questa via. A causa della COVID19 siamo oggi confrontati a numerose incertezze; interpreto la decisione svizzera come una volontà di sicurezza e stabilità.

Ad un giovane imprenditore, che desidera aprire una piccola impresa di qualsivoglia natura, cosa consiglierebbe? Qual è secondo lei, nell’attuale situazione, il criterio più importante per poter guardare al futuro con speranza?

Entusiasmo, fiuto e coraggio: questi ingredienti non devono mancare! Poi è indispensabile avere una buona formazione e tanta curiosità. Soprattutto non deve mancare la tolleranza alla frustrazione: quasi mai succede tutto subito come si vorrebbe! Occorre insistere, insistere e insistere. E crederci. Ai giovani imprenditori consiglio di sfruttare le avversità di questa crisi per rinnovarsi ed emergere. Consiglio loro di usare quest’incertezza per tentare ciò che normalmente non oserebbero fare. Per dirla con Winston Churchill e la sua proverbiale arguzia: “Never waste a good crisis”.    

 

 

Il contributo è apparso nella rivista nr. 12 – NUMERO ORO – pubblicazione novembre 2020

 

 

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