interviste

la voce di un Ticino in continua crescita ed evoluzione

Ing. Nicola Bagnovini

Direttore SSIC-TI

La Società svizzera impresari costruttori Sezione Ticino è da sempre in prima fila per la lotta contro la mala-edilizia. Lo fa nell’ambito delle proprie attività di sensibilizzazione e rivestendo un ruolo di primo piano all’interno dei vari organi di controllo. Il principio è molto semplice: se vogliamo che il settore ticinese della costruzione continui a garantire oltre 7’000 posti di lavoro ben retribuiti, suddivisi in circa 350 imprese che si impegnano quotidianamente a rispettare le varie disposizioni in materia di rispetto del contratto di lavoro, della sicurezza sui cantieri, del pagamento degli oneri sociali e delle imposte, oltre che a contribuire ad un generale sostegno economico del nostro tessuto sociale (penso a società sportive, culturali e benefiche), occorre tutelare le aziende serie contro la concorrenza sleale e dunque contro la “mala-edilizia”.

Nel termine di “mala-edilizia” includo coloro che non rispettano leggi, ordinanze, direttive nazionali e cantonali riguardanti condizioni lavorative, retribuzioni minime, versamento degli oneri sociali, orari di lavoro, norme di sicurezza sul lavoro, etica professionale ed impegni vari verso le Autorità del nostro Paese. A volte, protagonisti di questo modo di agire, che non appartiene di certo alla nostra tradizione edificatoria, sono delle minuscole aziende che si creano dal nulla e che si propongono ai committenti con prestazioni a prezzi stracciati proprio grazie al mancato rispetto delle regole che invece le ditte serie ossequiano, peraltro non senza sacrifici.

Da qui l’importanza di segnalare situazioni sospette che dovessero presentarsi sotto gli occhi anche dei cittadini. Sono garantiti l’anonimato e la massima confidenzialità delle informazioni. In tal senso, la SSIC Sezione Ticino è volentieri a disposizione per raccogliere le segnalazioni di cantieri sospetti (tel. 091 825 54 23 oppure tramite e-mail: info@ssic-ti.ch) così da poter intervenire per il tramite dei giusti organi di controllo. 

Ma come riconoscere queste situazioni sospette? Per far sorgere dubbi, a volte basta osservare come viene gestita l’area di cantiere o il comportamento degli operai (nessun cartello d’identificazione della ditta, disordine generalizzato, disprezzo delle norme di sicurezza, attività al di fuori dei normali orari di lavoro, furgoncini posteggiati lontani dal cantiere, ecc.). 

Abbiamo anche notato che, in seguito a segnalazioni nate da questioni legate ad esempio agli orari di lavoro, sono state scoperte situazioni molto gravi e che sono sfociate in sanzioni altrettanto pesanti. Mi riferisco a operai pagati in nero, a lavoratori assunti con contratti a tempo parziale (al 50% che però lavoravano ben oltre il 100%, ma con una retribuzione della metà rispetto ai salari minimi dettati dai contratti collettivi di forza obbligatoria) o a persone attive nonostante risultassero infortunate o in malattia.

Se poi i sospetti dovessero risultare infondati, poco male in quanto una presenza attiva degli ispettori sul territorio rappresenta pur sempre un valido deterrente per tutti. Insomma, i controlli servono a far emergere scorrettezze e chi pensa di poter operare indisturbato in Ticino si sbaglia.

Pubblicazione articolo: INFOpmi Locarno – aprile 2022