interviste

la voce di un Ticino in continua crescita ed evoluzione

Ing. Nicola Bagnovini

Direttore SSIC-TI

Il settore della costruzione è un tassello fondamentale per lo sviluppo economico e sociale di un Paese. Le abitazioni, gli edifici di pubblica utilità e le infrastrutture viarie sono elementi imprescindibili del nostro benessere. Le sfide per affrontare al meglio e anticipare i cambiamenti in atto sono molteplici anche per la Società svizzera impresari costruttori Sezione Ticino, attiva da oltre un secolo per promuovere buone condizioni quadro per questo settore economico che contribuisce alla formazione dell’11% del PIL, dando lavoro a oltre 6’500 persone.

Gli edifici consumano infatti il 30-35% dell’energia totale e in Ticino sono 93’031 gli stabili ad uso abitativo costruiti prima del 1990 (pari all’82% del totale degli edifici abitativi) mentre quelli realizzati prima del 1960 sono 60’960 (circa il 55% del patrimonio abitativo complessivo). L’attuale tasso di risanamento energetico degli edifici è molto basso, situandosi attorno all’1%, se consideriamo che da un punto di vista economico e climatico questa percentuale dovrebbe essere del 3-4%. Siamo dunque di fronte, a non averne dubbi, ad un grande potenziale di interventi nella ristrutturazione, e l’innovazione tecnologica in questo campo è fondamentale.

Sul risparmio energetico e sull’uso di energie rinnovabili, anche il legislatore si è attivato. Da una parte, creando degli incentivi a livello nazionale e cantonale e, dall’altra parte, inserendo nuovi vincoli legislativi. In tale senso, il Gran Consiglio ticinese ha recentemente approvato la nuova Legge cantonale sull’energia (Len) che è entrata in vigore il 1° settembre 2021. Essa prevede diverse disposizioni che possono toccare i proprietari di immobili. Ad esempio, la sostituzione uno a uno di una caldaia a nafta – anche nelle case mono e bifamiliari – non sarà fondamentalmente più possibile, a meno che vengano adottate misure complementari come la posa di pannelli solari, l’isolamento termico delle pareti o la sostituzione delle finestre. L’obiettivo è che, per edifici abitativi esistenti soggetti a sostituzione del generatore di calore, almeno il 10% del fabbisogno di energia termica sia coperto da energie rinnovabili. 

Il Parlamento ha altresì chiesto che nel Regolamento fossero previste delle deroghe rispetto agli standard energetici in particolare per quanto riguarda gli immobili situati negli antichi nuclei, affinché non sia precluso il recupero degli edifici storici. È proprio questo il delicato equilibrio tra l’imposizione generalizzata di determinati standard e la sostenibilità tecnico/economica che ne giustifica la loro attuazione nelle singole situazioni.

Pubblicazione articolo: INFO pmi Gold Edition – dicembre 2021