interviste

la voce di un Ticino in continua crescita ed evoluzione

Stefano Modenini

Direttore AITI – Associazione Industrie Ticinesi

Dunque è in atto da alcuni mesi una ripresa economica caratterizzata dall’aumento degli ordinativi dei clienti. Ma la soddisfazione non può essere completa perché la pandemia non è ancora alle spalle, nemmeno dal punto di vista economico. Siamo infatti confrontati a delle difficoltà che si prolungheranno certamente anche nel 2022. La grave mancanza di materie prime e materiale per la produzione interessa tutti i settori economici e ha effetti negativi sul fatturato reale delle aziende. Si sommano a questo le difficoltà nei trasporti internazionali e nell’organizzazione logistica. Come mai?

Nel 2020 a livello mondiale abbiamo vissuto dei lockdown che hanno bloccato o limitato la produzione. La domanda di componenti come ad esempio i microprocessori, che sono oramai presenti in quasi tutti i prodotti, è crollata. I produttori di microprocessori, quasi tutti concentrati in Asia, hanno dirottato la produzione verso la grande richiesta di computer, visto e considerato che sempre più persone si trovavano a dover lavorare al proprio domicilio.

La ripresa economica che si è avviata nel 2021 ha significativamente aumentato la domanda di diverse componenti e materie prime, scontrandosi con l’insufficiente offerta. I trasporti di materie prime e di container di materiale e prodotti, che avviene prevalentemente per nave, sono finiti in un collo di bottiglia perché la domanda di trasporti è chiaramente superiore all’offerta. Conseguenza: i prezzi sono schizzati verso l’alto, moltiplicandosi per cinque o per dieci.

Anche le imprese ticinesi sono messe a dura prova. Le forniture ai clienti subiscono inevitabili ritardi, il prezzo del materiale e dei trasporti si è moltiplicato di almeno il 30-40 % e l’incertezza sulla fornitura di quanto serve per produrre ha conseguenze pure sull’organizzazione del lavoro. 

A ciò si devono aggiungere i rischi di ripresa dell’inflazione e un aumento del prezzo dei vettori energetici. Per le nuove forniture di petrolio, gas ed elettricità i prezzi sono stati incrementati anche del 50-80 %.

I margini di manovra, soprattutto delle piccole e medie aziende, sono limitati. Inevitabile rivedere al ribasso i budget previsti per l’anno prossimo e una normalizzazione non potrà avere luogo prima della seconda parte del 2022. La ripresa economica iniziata quest’anno non è affatto consolidata, ma siamo sicuri che le aziende faranno il possibile per uscirne rafforzate. 

Pubblicazione articolo: INFO pmi Gold Edition – dicembre 2021