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“Violenza senza maschera”

Èla sera del primo giorno di febbraio del 2008. È venerdì e Damiano, un ragazzo di 22 anni, decide di trascorrere la serata alla Stranociada, il carnevale di Locarno. Damiano Tamagni non sa che quello sarà il suo ultimo giorno di vita. Il resto della storia, purtroppo, lo conosciamo tutti. Il giovane viene ucciso di botte lasciando incredulo il Ticino.

Il ricordo di Damiano vive ogni giorno nella memoria e nell’affetto dei suoi cari, degli amici e dei conoscenti. Per onorarne la memoria, è stata istituita la Fondazione Damiano Tamagni, il cui scopo è quello della prevenzione della violenza giovanile e l’aiuto alle famiglie coinvolte. Sono state tante, negli anni, le iniziative lanciate dalla famiglia e dalla Fondazione. Tra queste c’è anche il cortometraggio “Violenza senza maschera” in fase di realizzazione a firma del regista ticinese Marco Bitonti.

La storia e il progetto
Damiano – si legge nella scheda di presentazione sul sito della Fondazione – è un ragazzo di 22 anni, studia sociologia e letteratura italiana a Zurigo. Il cortometraggio racconta gli ultimi momenti di vita del ragazzo. Damiano parte da Zurigo la mattina presto, arrivato alla stazione di Riazzino (Ticino), c’è il padre ad aspettarlo. Il ragazzo ed il padre discutono in auto delle solite cose, una volta arrivati a casa Damiano si fionda in cucina per salutare la madre e subito dopo corre in camera a giocare a World of Warcraft (videogame a cui era molto appassionato). Nel tardo pomeriggio Damiano decide di uscire per incontrare i suoi amici in un bar. Intanto a Locarno si stanno preparando per festeggiare il carnevale, festa attesissima in città.

Jo, un ragazzo coetaneo di Damiano, è in casa cercando di placare per l’ennesima volta il padre che ubriaco picchia la moglie. Jo finisce per picchiarsi col padre e ad andarsene di casa. Andry, amico di Jo, si trova in piazza a litigare con la sua ragazza, Sofia, che alla fine della discussione lo scarica dandogli dello stronzo traditore. Andry, Jo e Ricky si incontrano in paese; i tre giovani sono su di giri, non hanno bevuto nulla ma hanno voglia di spaccare la faccia a qualcuno. Cala la notte e le strade del paese si riempiono di gente in maschera che festeggia il carnevale. Intanto Damiano ed i suoi amici, si trovano a giocare a carte in un bar. Finita la bevuta e la partita a carte, decidono di uscire. Fuori per la via si festeggia il carnevale, e le strade sono gremite. Damiano vede che in fondo alla strada c’è il loro amico Davide che sta parlando con Sofia (ex ragazza di Andry). Damiano si avvicina alla coppia ed interagisce con i due. Proprio in quel momento però, dietro di loro arrivano; Andry, Jo e Ricky.

Andry, non conoscendo ma vedendo Damiano parlare con quella che per lui è ancora la sua ragazza, si altera in maniera spropositata, e senza pensarci, si scaglia con Jo e Ricky, contro Damiano. I tre giovani iniziano a prendere a calci e pugni Damiano sotto gli occhi della folla, che incredula si ferma a guardare. Nel giro di qualche minuto Damiano è a terra svenuto in fin di vita. I tre ragazzi scappano dal carnevale. Un’ambulanza porta Damiano in ospedale. I genitori del ragazzo vengono svegliati nel bel mezzo della notte da una telefonata.

Damiano si trova ricoverato in ospedale, i medici parlano con i genitori spiegando che le possibilità di sopravvivere sono minime. Intanto i tre giovani vengono arrestati dalla polizia. Dopo qualche ora di attesa il medico annuncia ai genitori del ragazzo che ormai non ci sono più speranze, non resta che da fare tre volte gli accertamenti per vedere se il ragazzo riesce a respirare senza l’aiuto dei macchinari. Damiano non ce la fa, i genitori sono sconvolti: per uno stupido ed ingiustificato atto di violenza hanno perso per sempre loro figlio”.

Il film
“Il cortometraggio narra la storia vera di Damiano Tamagni. Tutto il corto è ambientato nel lasso temporale di 24ore: l’ultimo giorno di vita del ragazzo. Lo scopo è quello di seguire i fatti realmente accaduti e di raccontare la storia in modo tale che lo spettatore diventi amico di Damiano, provando empatia per il ragazzo. In parallelo seguiamo brevemente la vita dei tre giovani che l’hanno picchiato e ucciso. L’apice del corto lo abbiamo nel momento in cui la vita di Damiano e quella dei tre giovani s’incrociano al carnevale, e finisce in disgrazia. Il corto si conclude con il tentativo vano di salvare la vita del giovane all’ospedale e con l’arresto dei tre giovani. Rimane solo la sofferenza di due genitori che hanno perso un figlio, di amici in lacrime e di una piccola comunità scossa da un atto di violenza inspiegabile”.

Pubblicazione articolo: INFOpmi Riviera e Mesolcina – dicembre 2022