Stefano Besomi

Stefano Besomi

Gerente al Comune di Astano

Chiunque abbia aperto una pagina di giornale nell’estate scorsa si sarà imbattuto nella strana e singolare avventura di Stefano Besomi. Chiamato a fungere da “gerente” al Comune di Astano – rimasto orfano del Municipio – il “traghettatore” racconta a INFOpmi il suo incarico tra emozioni, sfide e un futuro tutto da scrivere.

Stefano, il suo – come quello di tutti – è stato un 2020 particolare. Che sfida è quella di aver accettato il ruolo di gerente del Comune di Astano?

“A un invito da parte delle Autorità Cantonali non si può non rispondere. Un’attenta analisi, colloqui chiarificatori con la Sezione degli Enti Locali ed un mandato con scadenza aprile 2021 mi è sembrata una buona sfida a cui non si poteva declinare l’invito. Siamo in un contesto di gestione di un ente pubblico e questo, dopo le dovute analisi, mi rende sempre disponibile.

A distanza di mesi, rifarebbe questa scelta?

“Assolutamente sì. Un‘esperienza positiva in un Comune di rara bellezza che merita tutta l’attenzione e tutta una serie di impostazioni per rilanciare l’immagine e dare nuova energia. I funzionari del Comune si dedicano inoltre con tanto calore e professionalità alle pratiche ed alle incombenze quotidiane che solo questo merita il mio personale impegno, rispetto e ringraziamento”.

Lei ha sempre affermato che il suo non è “un ruolo politico”. Cosa fa, essenzialmente, un “gerente?”

“Il mandato ed il compito assunto sono particolarmente chiari: “… un gerente che assicuri la gestione amministrativa del Comune di Astano …”. Le tematiche e le prese di posizione vogliono essere neutrali dal punto di vista politico. L’organo esecutivo ha il compito principale di amministrare il Comune. Premetto inoltre che non sono presente tutti i giorni in cancelleria. Si tratta di avallare ed evadere le ordinarie richieste gestionali che si presentano in cancelleria. Si tengono le sedute di Municipio con il Segretario comunale, vengono verbalizzate ed evase tutte le corrispondenze necessarie. Inoltre con i moderni ed attuali sistemi di gestione informatici, si tiene un regolare contatto per aggiornamenti quotidiani con la cancelleria”.

Perché secondo lei Astano si è trovato in una simile situazione?

“Certi momenti congiunturali non troppo favorevoli, non hanno permesso al Comune di Astano di smarcarsi e di optare con tempismo in un discorso aggregativo con la Valle della Tresa. Perso e/o passato il treno, il volere autonomo senza le necessarie coperture finanziarie, ha creato uno strappo istituzionale con le Autorità Cantonali. Strappo ricucito e problema rientrato. “L’entusiasmo poi è venuto un po’ a meno quando determinati interventi ostruzionistici si sono violentemente presentati sia nei consessi assembleari sia a mezzo stampa”.

Pensa che la politica possa (ri)mostrare interesse verso Astano in vista delle elezioni di aprile 2021? C’è un messaggio, in tal senso, che vuole lanciare ai politici?

“Me lo auguro fortemente perché Astano merita un ritorno della politica in Municipio. È tema di questi giorni la circolare che abbiamo inoltrato a tutti i fuochi sensibilizzando la cittadinanza a volersi avvicinare o riavvicinare ad una gestione attiva della cosa pubblica e del Comune di Astano. La disaffezione però nei confronti della gestione della cosa pubblica ormai fa capolinea un po’ in tutti i Comuni ticinesi. Questo per molti motivi che tutti conoscono, non da ultimo lo scredito del ruolo pubblico”.

La grana moltiplicatore ha fatto parecchio discutere. Ma i passi avanti di questi mesi sono una bella soddisfazione, immaginiamo. Era questo il principale obiettivo del suo ruolo?

“Le finanze giocano sempre un ruolo importante, ma non assoluto. Delle circostanze favorevoli, abbinate ad una garanzia di copertura di un eventuale disavanzo da parte del nostro Governo Cantonale, hanno permesso di posizionare il moltiplicatore politico al 100%. Astano ha molte ricchezze territoriali e paesaggistiche che da sole basterebbero per incentivare nuovi insediamenti primari e per migliorare gettito e vita comunale”.

 

Il contributo è apparso nella rivista nr. 14 – zona 5 – (2° edizione)  Malcantone – pubblicazione febbraio 2021

 

 

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