Le PMI sono il nostro valore fondamentale

Circa 40’000 aziende e società sono attive nel Cantone Ticino, di cui il 92% sono imprese con meno di dieci dipendenti. Stiamo parlando di oltre 36’000 attività economiche che definiscono il vero e proprio tessuto delle piccole e medie imprese della nostra economia, appartenenti a tutti i settori di attività. Ad esse si affianca quell’8% di imprese e società di maggiori dimensioni, fra cui le multinazionali, che sono evidentemente e maggiormente votate alle esportazioni. Non si creda tuttavia che stiamo parlando di due mondi diversi e magari pure opposti. In realtà i punti di congiunzione sono molteplici. Numerose aziende per così dire più grandi hanno rapporti di collaborazione e d’affari anche con imprese di piccole dimensioni. I due mondi si parlano insomma, e partecipano allo sviluppo della dinamicità dell’economia cantonale.

Un’economia che è piuttosto differente da quella che sovente negli ultimi anni è stata raccontata dai mass media e a livello di opinione pubblica. La nostra economia infatti ha saputo fare fronte alle crisi economiche degli ultimi dodici anni, alle variazioni congiunturali e alla forza del franco. Queste difficoltà, unite alle trasformazioni tecnologiche in atto, hanno portato numerose imprese ad evolvere e accrescere il proprio valore aggiunto prodotto. Oggi il mercato del lavoro non è certamente immune da diversi problemi, ma sull’altro piatto della bilancia vi sono anche 190’000 posti di lavoro a tempo pieno, a fronte di una popolazione, anziani e bambini compresi, di circa 350’000 abitanti. Se non è un record poco ci manca.

Se prendiamo come esempio il settore industriale, primo contribuente del prodotto interno lordo cantonale con una quota del 21%, esso esporta nel mondo oltre l’80% della produzione. Siamo presenti in tutti i continenti, sia a titolo commerciale sia attraverso aziende di produzione, pur mantenendo il quartier generale in Ticino. L’industria ticinese ha inoltre una solida tradizione di produttore conto terzi, che è anche un poco la caratteristica delle PMI. In Ticino vivono molte eccellenze industriali e il nostro Cantone finisce in molti prodotti distribuiti in tutto il mondo: farmaci, motori d’aereo, componenti automobilistiche, batterie dei telefoni, turbine a gas, ascensori, trasformatori per l’industria navale, abbigliamento d’alta gamma, ecc.

La conseguenze del coronavirus a livello economico non sono ancora quantificabili ma saranno sicuramente molto pesanti. La speranza è che il tessuto economico cantonale possa riprendersi, ma ci vorrà molto tempo.

Stefano Modenini

Direttore AITI

Contributo apparso nella rivista nr. 8 zona Basso Luganese e Collina d’Oro – pubblicazione maggio 2020

Le PMI sono il nostro valore fondamentale

Circa 40’000 aziende e società sono attive nel Cantone Ticino, di cui il 92% sono imprese con meno di dieci dipendenti. Stiamo parlando di oltre 36’000 attività economiche che definiscono il vero e proprio tessuto delle piccole e medie imprese della nostra economia, appartenenti a tutti i settori di attività. Ad esse si affianca quell’8% di imprese e società di maggiori dimensioni, fra cui le multinazionali, che sono evidentemente e maggiormente votate alle esportazioni. Non si creda tuttavia che stiamo parlando di due mondi diversi e magari pure opposti. In realtà i punti di congiunzione sono molteplici. Numerose aziende per così dire più grandi hanno rapporti di collaborazione e d’affari anche con imprese di piccole dimensioni. I due mondi si parlano insomma, e partecipano allo sviluppo della dinamicità dell’economia cantonale.

Un’economia che è piuttosto differente da quella che sovente negli ultimi anni è stata raccontata dai mass media e a livello di opinione pubblica. La nostra economia infatti ha saputo fare fronte alle crisi economiche degli ultimi dodici anni, alle variazioni congiunturali e alla forza del franco. Queste difficoltà, unite alle trasformazioni tecnologiche in atto, hanno portato numerose imprese ad evolvere e accrescere il proprio valore aggiunto prodotto. Oggi il mercato del lavoro non è certamente immune da diversi problemi, ma sull’altro piatto della bilancia vi sono anche 190’000 posti di lavoro a tempo pieno, a fronte di una popolazione, anziani e bambini compresi, di circa 350’000 abitanti. Se non è un record poco ci manca.

Se prendiamo come esempio il settore industriale, primo contribuente del prodotto interno lordo cantonale con una quota del 21%, esso esporta nel mondo oltre l’80% della produzione. Siamo presenti in tutti i continenti, sia a titolo commerciale sia attraverso aziende di produzione, pur mantenendo il quartier generale in Ticino. L’industria ticinese ha inoltre una solida tradizione di produttore conto terzi, che è anche un poco la caratteristica delle PMI. In Ticino vivono molte eccellenze industriali e il nostro Cantone finisce in molti prodotti distribuiti in tutto il mondo: farmaci, motori d’aereo, componenti automobilistiche, batterie dei telefoni, turbine a gas, ascensori, trasformatori per l’industria navale, abbigliamento d’alta gamma, ecc.

La conseguenze del coronavirus a livello economico non sono ancora quantificabili ma saranno sicuramente molto pesanti. La speranza è che il tessuto economico cantonale possa riprendersi, ma ci vorrà molto tempo.

Stefano Modenini

Direttore AITI

Contributo apparso nella rivista nr. 8 zona Basso Luganese e Collina d’Oro – pubblicazione maggio 2020

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